|
Medico e Martire, Patrono di: Montauro
(CZ)
Vita di San
Pantaleone
S.Pantaleone nacque
circa l'anno 283 a Nicomedia, città dell'Asia Minore, poco distante da
Costantinopoli. Suo padre fu Eustorgio, senatore romano e sua madre fu
Eulalia, cristiana, di nobilissima famiglia. Morta la madre, il padre
avviò il figlio allo studio della medicina, dove eccelse per scienza,
tanto da meritare la protezione dell'imperatore Massimiano, succeduto a
Diocleziano. Conobbe a Nicomedia un vecchio e santo sacerdote di nome
Ermolao, che lo istrui nella dottrina cristiana, e che spesso gli
ripeteva: "Credi nelle mie parole, o Pantaleone, i farmaci di Ipppocrate e
Galeno giovano pochissimo alla salvezza dei malati. Il vero medico dei
corpi e delle anime è Cristo, il solo vero Dio, nel cui nome soltanto
potrai guarire ogni male. E favola ormai da bimbi, sono gli dei nei quali
il popolo crede, e ai quali sacrifica. Credi in Cristo, Pantaleone, e
diverrai grande".
Le parole sante lasciarono profonda traccia nel
cuore di Pantaleone, combattuto fra l'adesione alla nuova religione di
Cristo e la carriera alla corte dell'Imperatore. Un giorno s'imbatté nel
cadavere di un bimbo, morso da una vipera. Pantaleone, d'animo
sensibilissimo, s'inginocchiò davanti al corpo esamine del bimbo provando
a rianimarlo. Inutile. La vita era esalata da quel corpicino e a nulla
avrebbe potuto la scienza umana. Un lampo di fede illuminò l'animo del
medico che si prostrò con la fronte a terra e pregò il Signore perché
operasse Lui il miracolo. Il morticino si rianima, apre gli occhi, parla,
si alza, cammina. Gesù ha vinto ancora la morte. Il velo del dubbio che
oscurava la mente di Pantaleone si squarcia all'evidenza del miracolo e la
luce viva della fede illumina la sua anima. Commosso ringrazia Gesù di
averlo così strordinariamente esaudito e si dichiara cristiano, pronto a
sacrificare la vita per la nuova fede. Fu battezzato lui e in seguito il
padre Eustorgio e tutta la famiglia.
La fama di Pantaleone
come medico si era propagata per tutta la Nicomedia e crebbe in modo
straordinario allorché ridiede la vista a un cieco ricorso a lui dopo aver
provato le cure di tutti i medici della regione. Alla morte del padre
rimase padrone assoluto dei beni paterni che distribuì trai poveri e i
suoi schiavi liberati. Accorreva sempre al capezzale degli infermi e in
giro per le carceri: in ogni infelice vedeva l'immagine di Cristo
martoriato. Portato per gelosia dai colleghi medici davanti all'Imperatore
e ingiustamente denunciato, fu decapitato il 27 luglio del 306. Prima
di morire chiede perdono a tutti e perdona i suoi carnefici. Il culto
verso il santo medico martire si diffuse in tutto l'Oriente e poi in
Italia, in Francia e in Spagna. Molte sono le chiese dedicate
al medico martire, tra le le più note la chiesa di Montauro CZ (che conserva secondo la
tradizione un'ampolla del suo
sangue), chiese a Venezia, a Crema, a
Brescia, a Brindisi, in Sardegna. A Roma e rinomata la basilica di San
Pantaleone, lungo Corso Vittorio Emanuele, dedicata al santo medico
martire già nel 1180
 |
|
 |
Montauro-2010 |