Portale Spadea

L’edificio è composto da due distinti palazzi: uno affaccia sulla Piazza Rossi Milano e l’altro si trova su Corso Umberto I°.

Il primo dei due palazzi è formato da tre livelli, conserva un maestoso portale di granito chiaro, con decorazioni geometriche sui basamenti, con in alto lo stemma di famiglia. Il portale immette in un atrio vasto e poco illuminato, dominato da un altro stemma nobiliare, anch’esso di pietra.

Due rampe di scale di granito immettono nelle due ali del palazzo, con le stanze che si susseguono una all’altra. Un tempo all’interno di esso c’era una cappella privata.

La fantasia popolare ha creato alcune leggende su presunti tesori, che sarebbero stati seppelliti nei nascondigli del palazzo da briganti che lo abitavano.

Subito dopo l’unità d’Italia, nell’ex regno di Napoli infatti, si ebbe una recrudescenza del brigantaggio. Anche a Montauro vi fu una banda, composta da una decina di briganti, comandati da Antonio Dardano, nativo di Albi e soprannominato "Tabacchera". Nato a Montauro vi era solo Giuseppe Barbuto detto « Panebianco ». La banda si sfasciò con l'uccisione a tradimento di Tabacchera. L'8 gennaio 1866 Carito Domenico fu Pantaleone con un colpo d'archibugio, in contrada Croce, finì il brigante. Pare che i due fossero compari ed in stretti rapporti di amicizia. Quella sera « cumpara Micu » avrebbe invitato a cena, all'aperto, Tabacchera; dopo averlo ubriacato mentre lo accompagnava per strada gli sparò alle spalle. L’altro palazzo, appartenuto anch’esso alla famiglia Spadea, conserva un importante portale in pietra. Una fascia lapidea esterna incornicia tutto il portale e lungo l’arco risaltano scolpite delle margherite.